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Cultura dell’Abruzzo teramano a Sorrento

Il Presidente Onorario dell’Associazione Culturale “Dal Vesuvio al Gran sasso” Mario De Bonis è stato ospite a Sorrento, all’interno del Circolo dei Forestieri – Terrazza delle Sirene.

La terrazza delle Sirene, è quella per intenderci dove echeggiano da sempre le note della canzone “Caruro” scritta nel 1986 dal grande cantante Lucio Dalla, una delle canzoni più note nel mondo.

Marilo de Bonis è stato invitato come rappresentante dell’associazione che presiede come presidente onorario, per la conferenza spettacolo “Eduardo e Luca De Filippo, di padre in figlio, tra teatro e poesia”.

L’incontro culturale si è svolto sabato 24 marzo dalle ore 20,00 in poi con i Club Rotariani di Capri e Sorrento, e nel Circolo dei Forestieri l’ormai rosetano-napoletano Mario de Bonis ha tenuto incollato alle sedie il folto pubblico intervenuto per ascoltare dalla sua voce i racconti e le poesie dei maestri del teatro napoletano De Filippo.

Il presidente del Rotary Club Sorrento, l’avvoca­to Michele Liccardi, nei suoi mesi di mandato ha continuato a lavorare nel solco dal suo predecessore, sempre in favore della promozione di obiettivi di alto valore culturale e morale.

Liccardi lavora secondo la filosofia che ispira il Rotary con generosità e pro­fessionalità, sempre e comunque a vantaggio del prossimo, come recita il motto “service above self”, “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Tra i molteplici eventi di alto spessore messi in atto dal Rotary club sorrentino, spicca l’incontro culturale “Eduardo e Luca De Filippo, di padre in figlio, tra teatro e poesia”, fortemente voluto dall’Interclub Rotariano di Sorrento nella figura del suo presidente Michele Liccardi congiuntamente al Rotary club di Capri rappresentato dal suo presidente Nicola Ruocco.

Nel raccontare la serata vogliamo evidenziare la novità che ha realizzato lo scrittore De Bonis, che prendendo spunto da una poesia scritta nel 1954 da Pablo Neruda, dedicata a Sorrento, e non trovando una lirica di Eduardo relativa alla città di Sorrento, ha pensato di scrivere di suo pugno una poesia dedicata alla città che lo ha ospitato.

L’episodio si riferisce all’anno 1949 quando Pablo Neruda fu costretto a scappare cal Cile per le sue simpatie comuniste e fu accolto dal pittore Pablo Picasso. Dopo un anno fu presente in Italia e visitò le più importanti città.

In Italia prende slancio la storia d’amore con la cantante cilena Matilde Urrutia, un amore che induce il poeta a maturare la decisione di lasciare di fatto la moglie e di cominciare una nuova vita a Capri.
Una sera di fine gennaio del 1952, Neruda sbarca a Capri insieme con Matilde e insieme vanno ad abitare nella Casa di Arturo, la villa di via Tragara che ha messo a disposizione Edwin Cerio, fine scrittore e studioso, fondatore del Centro Caprense “Ignazio Cerio”, un personaggio di spicco nella vita culturale e mondana dell’Isola cosmopolita.
Alla fine del suo esilio (Santiago 1954) dedicò all’isola italiana una sua poesia dal titolo “Chioma di Capri” e definì Capri “regina di rocce, cattedrale marina, e soprattutto pietra fiorita, delle orgogliose toro o fortini di Anacapri”.

Da questo episodio Mario De Bonis ha preso spunto ed ha offerto una pergamena con scritto sopra i suoi versi in napoletano dal titolo “Capri” che ha voluto donare personalmente agli esponenti dei due club rotazioni che hanno organizzato questa giornata di cultura all’isola di Capri.
Anastasia Di Giulio