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Roseto, ascensore rotto in via Marche

Appello di una madre che chiede all’amministrazione comunale di Roseto di consentire ai disabili di utilizzare l’ascensore di Via Marche.

riceviamo questo appello firmato e pubblichiamo

“Disabili bloccati in un Comune dove riparare un ascensore è un’impresa. Invitiamo la giunta a salire in carrozzina e fare il sottopasso di via Marche.

Questo appello perché ancora guasto l’ascensore per invalidi del sottopassaggio di Viale Marche.

La ditta preposta alla sua manutenzione si rifiuta di provvedere, come ha generosamente fatto fino allo scorso novembre, perché il Comune di Roseto non si decide a rinnovarle il contratto da circa due anni, precisamente dall’insediamento della nuova amministrazione a guida Di Girolamo.

Gli utenti invano hanno sollecitato quest’ultima affinché provvedesse. Inutile ricordarle quanto possa essere pericoloso per un invalido in carrozzina scendere e salire a causa della una forte pendenza del sottopasso; per una qualsiasi evenienza il carrozzino può sfuggire di mano a chi lo spinge e precipitare rovinosamente.

Le auto poi sfrecciano veloci, a doppio senso, con scarsa visibilità ed in una carreggiata stretta e tortuosa.

Ogni volta che si affronta il sottopasso bisogna sperare che gli automobilisti abbiano i riflessi pronti a schivare il carrozzino e quindi allargarsi al centro della strada, sempre che l’auto che sopraggiunge in senso inverso glielo permetta.
Di sera poi si ha proprio la sensazione di sfidare la sorte e si ha il cuore in gola per tutta la salita.

Molti invalidi hanno smesso di passare per Viale Marche, costretti a raggiungere il sottopasso di Largo Ungheria o rischiare meno percorrendo quello di Via Thaulero.

Ci piacerebbe che sindaco e giunta sperimentassero di persona quanto disagio causano con la loro inerzia proprio alle persone più deboli.

Forse dopo l’esperienza personale comprenderebbero l’urgenza di perfezionare il famoso contratto.
In tutti i modi ringraziamo la ditta di manutenzione che fino a qualche mese fa ci ha permesso di usufruire dell’ascensore, provvedendo ad accomodarlo ogni volta che veniva chiamata”.